giovedì, luglio 16, 2009
Nirvana di Roberto Totaro
mercoledì, luglio 15, 2009
Prof Knox di Pino Creanza
Quiff di Cius
martedì, luglio 14, 2009
Inkspinster
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lunedì, luglio 13, 2009
Le strisce di Animals

Arriva una nuova rivista in edicola, un mensile di fumetti: Animals della Coniglio Editore. Ne parliamo perché alla fine contiene una sezione di strip (sezione è una parola grossa: due paginette, due, con otto strisce, otto, due per autore).
Animals ha raccolto presto molti consensi, qualche critica perché tira aria snob e intellettualoide, ma senza dubbio è ben costruita. Luci e ombre, quasi in quantità uguale. Ottima grafica, format abbastanza originale, anche se lo schema base è quello del tradizionale e irraggiungibile Linus. Non solo fumetti, anche articoli di politica, società, riflessioni, spesso ben collegate alle storie disegnate.
LEGGI TUTTO L'ARTICOLO SULLE STRISCE DI ANIMALS...
La rivista è figlia del web, come non poteva essere diversamente in quest'epoca. Si possono leggere, ad esempio, alcune parti de Le petit riens, un esperimento web del grande Lewis Throndeim, già visto sul suo blog (le tavole svaniscono lentamente con il tempo). Sbucano su carta alcuni talenti emersi in rete, come Makkox, con qualche problema di riproducibilità (i rotoloni disegnati per Canemucca, pensati per essere srotolati sulla risoluzione minima degli schermi, impaginati, o meglio incollati, nel primo numero facevano un po' pena, come ha riconosciuto lo stesso autore).
La lista di autori è buona, con alcuni nomi di prestigio. Anche se alcuni sembrano disegnare e raccontare con il gomito. Sarà una questione di aspettative ma l'ennesimo racconto di Gipi su una stonata storica di gioventù
e sugli amici strafatti (numero due di Animals) sembra un avanzo di canzone restato fuori dall'album LMVDM, per altro davvero buono. E l'ennesimo racconto solipsistico e autoreferenziale con teste di paperi di Makkox non regge il confronto con tante storie migliori che gli abbiamo visto scrivere e disegnare.
Il pregio di Animals è comunque di non assomigliare a riviste già in edicola o nella storia. Ma qui ci fermiamo, perché quei fumetti non sono la nostra tazza da tè.
Passiamo alla sezione strisce. E qui davvero più ombre cupe.
Collocata alla fine con pochi esemplari di strip, appare come uno spazio persino inferiore a quello che possiamo trovare in certi free press non specializzati nel fumetto o in normali mensili (ad esempio Internazionale). Ma sono soprattutto le scelte che indispongono. C'è dietro l'idea un po' cazzona che " ma sì, facciamo anche uno spazio di strisce, che ci vuole, chiamiamo qualcuno". Ci rassegniamo abbastanza a questa ignoranza, questo è il tempo delle graphic novel e molti editori del mondo del fumetto non sanno alcunché della storia e dei capolavori nelle comic strip, lo considerano un genere minore e ignorano beatamente gli attuali migliori talenti sulla scena. Quel che non si conosce si tiene poco in considerazione. Verrebbe da dire: arridatece Linus, se non fosse che il glorioso e criticatissimo mensile per fortuna esce ancora.
Andiamo ai dettagli. Niente da dire su "La Bambina filosofica" di Vanna Vinci. Ne abbiamo già parlato
molto bene in passato. L'autrice è ormai un pezzo di storia e di orgoglio del fumetto italiano. Magari viene da chiedersi quale impellenza avesse Animals di scoprirla. Magari ignorano che proprio Linus, la rivista da cui forse si vogliono distinguere, ha lanciato la bambina filosofica nel luglio del 2000 in pompa magna (tralasciando le precedenti apparizioni su Mondo Naif che in fondo è il cortile di casa dell'autrice). Niente di male, capita di aprire i rubinetti dell'acqua calda e di stupirsi.

Molto da dire invece sulla serie Suberoi di Tuono Pettinato. Disegno e colorazione insignificanti, balloon riempiti con carattere font a stampa (che roba è? Un Times New Roman?), quasi fossero buttati giù di malavoglia e in fretta, gag e battute nulle. Le strisce non sono proprio la tela da cavalletto per questo autore, gli abbiamo visto mettere giù tavole migliori, genere neopop, su XL e altre riviste. Il buon samaritano suggerirebbe critiche costruttive. Eccone qua una subito e non accusateci di mancata rettitudine: ma davvero non c'è altro di meglio in Italia? Dato che Linus pubblica Pupilla bisognava essere alla pari? Naturalmente rimarrà, come persiste Pupilla da anni, balzello imposto ai lettori per saltare alle pagine successive. "Non ragioniam di lor, ma guarda e passa" si canta nelle redazioni, le scelte culturali forti si difendono.

Che dire poi di Helpin' Darwin (oddio no, ancora un titolo in inglese, ma farà colpo sulle donne?) di Makkox, alias Marco Dambrosio? Anche questa disegnata e pensata con il gomito, quasi un'attività collaterale (nella pausa caffé?), abbastanza piatta se confrontata ad altre sue strisce migliori apparse sul web e qui nelle pagine di Balloons. La differenza con il caso precedente è che un cavallo di razza come lui se la cava anche quando scarabocchia con gli zoccoli. Sarebbe ormai tempo che Dambrosio riflettesse sugli effetti bulimici dell'iperproduttività, si trovi una zia ricca di consigli per redimersi.
La vera sorpresa arriva da un esordiente, con la deliziosa Ça Pousse di Lorena Canottiere. Tira aria fresca e ruvida. Il segno è davvero bello, quella china e quel monocromatico blu manderanno fuori di testa buongustai come quelli della tribù di Coconino. Molto anomala la scelta narrativa. Il mondo dei bambini è uno dei punti di partenza per tanti autori, si pensi a Schulz o Watterson. Nessuno però ha mai pensato di mettere il microfono all'altezza dei bimbi e registrarne tout court le frasi goffe. Senza alcuna intermediazione e interpretazione, quasi cronaca. Il risultato finale è uno di quei sapori nuovi, crudi e forti che stai a masticare e rimuginare pensoso per capire se ti piaccia o meno. Ça Pousse ci ha incuriosito moltissimo: la cosa migliore in questi casi è fare due chiacchiere con l'autore per capire meglio. Ed è quel che faremo scambiando qualche riflessione in un'intervista a Lorena, con un prossimo post pronto per questo giovedì 16 luglio.
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Palmiro di Sauro Ciantini
domenica, luglio 12, 2009
Big Bang di Massimo Cavezzali
sabato, luglio 11, 2009
Singloids dei Persichetti Bros
venerdì, luglio 10, 2009
StoryBoard di Lele Corvi
giovedì, luglio 09, 2009
Gino & Sberla di Pino Creanza
Concludiamo il giro di presentazione delle strisce di Pino Creanza con Gino & Sberla. Sono due topi, dementi e squinternati, con la fissa dei crodini e alle prese con una tirchia zia Pippi. Il disegno qui si fa ancora più sfrontato e minimalista, con ardite e inventate prospettive. La comicità gioca sul nonsense e su alcuni tormentoni come quello della bevanda di cui sono ghiottissimi. La coppia di topi, svampiti e sbadati, sembra non avere alcun senso morale, né consapevolezza. La violenza è stile cartoon, esagerata e inoffensiva, ma con un retrogusto di cattiveria molto italiano.
La striscia era stata creata per il periodico Mondo Mongo. Ora ha avuto una ripresa nella personalissima "Funzine" di Creanza, un mini giornaletto web che trovate sul blog Silly Tragedies.
È divertente vedere l'evoluzione del disegno, dalle tavole rusticissime del 1990 alle successive più definite disegnate per la ripresa di Mondo Mongo nel 1998, fino alle ultime colorate che appaiono nella Funzine (sotto in sequenza temporale). Nella Funzine, oltre ad altre tavole di Gino & Sberla, trovate anche altre diverse piccole serie di strip.



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Nirvana di Roberto Totaro
mercoledì, luglio 08, 2009
Prof Knox di Pino Creanza
Riassunto delle puntate precedenti (che comunque potete leggere su sillytragedies): il Prof Knox, in un raptus hobbistico da pollice verde, ha messo a punto un superconcime con cui ha prodotto una varietà di liquirizia coreana esilarante. Dopo aver fumato grandi quantità di questa "sicurizia" ed essersi sganasciato dalle risate, ora pare voglia tornare a comportamenti più sani...
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Quiff di Cius
martedì, luglio 07, 2009
Inkspinster
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lunedì, luglio 06, 2009
Tom & Ponsi di Pino Creanza

Tom & Ponsi di Pino Creanza ha esordito su Il Manifesto nel 1995, è apparsa su un altro mensile dalla breve vita, Dinamite, e poi ricolorata su Frigidaire (sopra le tavole del 1995 in quest'ultima versione). Di recente è ritornata a nuova vita sul magazine XL de La Repubblica (sotto una striscia della nuova serie).

La striscia viaggia tra candore e ossessioni tipiche dell'adolescenza. I protagonisti sono due ragazzini, spontanei e ingenui come il disegno che li rappresenta. Non sanno niente del mondo e per quanto si sforzino ne capiscono di meno, però soffrono delle pulsioni sessuali e amorose. Come nella tradizione umoristica dei Buddy film, il mondo femminile (ma un po' tutto l'universo) è un'entità esterna e aliena alla coppia di amici. Inseparabili, si detestano, si amano, cazzeggiano facendosi da spalla.
La strip di Tom & Ponsi è uno spasso per le trovate minimaliste e i dialoghi scombiccherati. È un epigono smaliziato e furbetto del filone inaugurato dal signor Bonaventura di Tofano. Tant'è che in una delle uscite su XL Creanza ha pagato il tributo con una tavola in perfetto stile Corriere dei Piccoli, anche se le didascalie già dalla prima rima avrebbero mandato il caffè di traverso ai genitori benpensanti di allora.

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Palmiro di Sauro Ciantini
domenica, luglio 05, 2009
Big Bang di Massimo Cavezzali
sabato, luglio 04, 2009
Singloids dei Persichetti Bros
venerdì, luglio 03, 2009
Storyboard di Lele Corvi (in emergenza)
I cartoonist con le palle rispettano le scadenze. Sempre, comunque. "Questa è una storia vera", dice Lele Corvi alla fine della tavola (chiamiamola così). Il suo pc ha esalato l'ultimo respiro. Ma doveva consegnare la Storyboard di oggi. Niente alibi. E così l'ha mandata via cellulare, anzi ha fatto di più: l'ha colorata con quel piccolo arnese. Succede quando si disegna una serie in esclusiva, senza archivio da cui pescare.
È venerdì. La scadenza è rispettata, anche oggi STORYBOARD.
Guai al primo che dice "fa schifo". Signore e signori, giù il cappello, questo è Lele Corvi (sotto il suo messaggio di accompagnamento).
"Colorato con l'iphone! Ora mi manca disegnare con il
sangue e poi ho provato di tutto. Ciao"
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Strisce da esportazione: quando il maestro di Nirvana gira per l’Europa
Dopo il Lupo Alberto della multinazionale Silver, Nirvana di Roberto Totaro è la striscia italiana più esportata. Della prima raccolta da anni esistono delle versioni in altre lingue. Per il "show and tell" di oggi ("mostra e racconta", la tipica scena didattica delle scuole USA che vediamo nei Peanuts e Calvin & Hobbes) vediamo alcuni esempi.
Questa è la versione americanizzata e coloratissima di una striscia già uscita su Balloons.

E andiamo alla Stele di Rosetta di Totaro, utile agli archeologici del futuro per comprendere le lingue sconosciute. Quattro lingue: inglese, spagnolo, slavo e ovviamente italiano. Olé. Paradossale, ma proprio quest'ultima ha un piccolo difetto linguistico. Tralasciando la doppia negazione ormai accettata comunemente, in genere si sarebbe detto "nessun spaventoso…", elidendo la o finale. Le traduzioni sono ottime, affidate come si legge nelle note dei libri, e come dovrebbe essere, a traduttori madrelingua locali.




Qual è invece il difetto? Totaro ha un suo modo di scrivere nelle strisce. Le versioni localizzate invece adottano dei font generici, tutti diversi e soprattutto lontani dallo stile dell'autore. Anche il font adottato nei balloon caratterizza una comic strip. E infatti lo sbarco dei migliori autori USA in Italia avviene anche con una meticolosa riproduzione della loro grafia, come nel caso recente di Richard Thompson e il suo Cul de Sac dove il lettering è stato minuziosamente riprodotto dal traduttore Diego Ceresa.

Come tradizione negli inserti estivi dei quotidiani, la soluzione di Totaro prossimamente su queste pagine, nel post di Nirvana di giovedì 9 luglio.

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